Ma gli uomini italiani non erano cambiati?

25 Maggio 2015   /   byRedazione  / Categories :  Articoli ed interventi, copertina, Le Copertine

Pubblicato su femministerie

L’orario di lavoro casalingo delle donne diminuisce se sono senza coniuge.
Ho dovuto leggere più volte questa notizia, perché volevo proprio esserne sicura. In media, ci racconta l’Istat in una relazione fatta per la Commissione lavoro del Senato, le donne lavorano in casa oltre cinque ore al giorno se hanno figli piccoli, ma sono di più se hanno un coniuge.

E io che ho sempre pensato alle mie amiche che crescono sole i loro figli come a donne felici, ma affaticate dall’impossibilità di condividere il lavoro di cura e il lavoro domestico con il proprio partner.
Ma mi sbagliavo! Perché l’Istat mi spiega che avere un marito, o un compagno, è un ulteriore carico di lavoro. Altro che condivisione! Lo so, ci sono le eccezioni. Io ne conosco uomini che un po’ di lavoro in casa lo fanno. Ma l’Istat mi dice che sono mosche bianche.
“L’Italia è sempre stato un Paese dove l’asimmetria del lavoro familiare è alta. L’indice di asimmetria del lavoro familiare nella coppia in cui lei lavora e ha un figlio fino a sette anni è pari al 70,4%. Quello delle donne che hanno il figlio da 8 a 12 anni il 72,2%”, E se l’asimmetria è diminuita lo si deve più a “una riduzione del lavoro di cura delle donne che a un incremento di quella degli uomini.”

Ben venga che le donne italiane smettano di far trovare il piatto in tavola ai loro partner. Ma a capir bene sembra che la soluzione sia meno cura per tutti. E’ un prezzo alto da pagare. Sicuramente pesa l’assenza di un welfare adeguato, ma questo non giustifica una così radicata permanenza della divisione del lavoro sessuale in Italia. Il lavoro domestico è ancora affare di donne.

Ma gli uomini non erano cambiati? E in ogni caso, perché tante donne continuano a stirar loro le camicie?

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