Tra mamme e divorzi, la sfida della libertà

20 maggio 2017   /   byRedazione  / Categories :  Articoli ed interventi

di Cecilia D’Elia e Giorgia Serughetti

pubblicato su Femministerie

Tempi difficili per la libertà delle donne. Nella stessa settimana ci troviamo esaltate in politica nel ruolo di “mamme” – non “donne”, nemmeno un più dignitoso “madri”, ma proprio l’appellativo familiare e affettivo caro all’immaginario nazional-popolare – e trasformate in “coniugi” senza sesso in sede di Cassazione Civile.

Lavoro, casa e mamme, sono le parole scelte da Matteo Renzi nell’assemblea nazionale per rilanciare il progetto del Partito Democratico. Come una coazione a ripetere, la maternità può entrare nell’agenda politica solo a patto di riproporre il ruolo tradizionale della mamma, che fa ombra sulle donne e persino sul loro fare politica. “Abbiamo portato le mamme a occuparsi di politica. Ora la politica si occupi di loro”. In questo discorso c’è la donna vista innanzitutto nel ruolo di madre, anche quando si incarica di affari di Stato. Se poi l’intento era quello, senz’altro condivisibile, di mettere al centro gli ostacoli alla libera scelta della maternità (“È la questione politica del nostro tempo”), niente nel discorso di Renzi punta però nella direzione della condivisione dei carichi di cura, del ruolo dei padri, delle nuove figure genitoriali.

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