A fianco delle donne polacche

5 Novembre 2020   /   byRedazione  / Categories :  Articoli ed interventi

Siamo al fianco delle donne polacche che manifestano per la loro libertà di scelta. Il 22 ottobre 2020, la Corte costituzionale polacca ha ulteriormente limitato la possibilità di interrompere una gravidanza, dichiarando incostituzionale la possibilità di abortire anche in caso di gravi malformazioni del feto.

Di fatto l’aborto in Polonia è diventato un reato, consentito solo quando la gravidanza sia il risultato di crimini come lo stupro o l’incesto.

Le donne hanno pacificamente manifestato contro questa decisione, ma tali manifestazioni sono state oggetto di aggressioni da parte delle forze dell’ordine. Il 27 ottobre il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki ha invocato l’intervento dell’esercito contro le manifestanti, prospettando così un’escalation dell’azione repressiva e violenta da parte delle autorità.

La Polonia ha già avviato il processo di disdetta della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, la Convenzione di Istanbul.

Le scelte del governo sono ormai di aperta ostilità verso le rivendicazioni di libertà e autodeterminazione delle donne. Non possiamo consentire che tutto questo accada nel cuore dell’Europa.

E’ un Paese che fa parte dell’Unione europea e, come tale, vincolato dagli articoli 2 e 7 del Trattato sull’Unione europea al “rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze”, valori che “sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini”.

Prima firmatarie Monica Cirinnà al Senato e Laura Boldrini e Lia Quartapelle alla Camera la parlamentari democratiche hanno presentato due interrogazioni per chiedere al nostro Governo se “ritiene di adoperarsi nell’ambito dei rapporti diplomatici bilaterali e multilaterali nelle competenti sedi europee per garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali della UE in Polonia”.

Facciamo sentire la nostra voce e la nostra vicinanza alle donne polacche e a tutta la Polonia democratica.

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