Scroll Top

Primo maggio di ricostruzione

primo maggio 2021

Primo maggio festa dei lavoratori e delle lavoratrici.

Di chi si è rimboccato le maniche in questi durissimi mesi di Pandemia, di chi il lavoro lo ha perso, di chi ha smesso di cercarlo, di chi lo ha precario e sottopagato, di chi lo cerca disperatamente.

Ieri l’Istat ha di nuovo fotografato l’andamento dell’economia del lavoro in Italia confermando ancora una volta quello che diciamo da tempo. Le donne stanno pagando il prezzo più alto della crisi. Rispetto a prima della pandemia, a febbraio 2020, ci sono quasi 900 mila posti di lavoro in meno. La crescita che si registra in questi mesi coinvolge gli uomini, i dipendenti a termine, gli autonomi e quasi tutte le età, ma tra le donne e i giovani di 15-24 anni si osserva un aumento dei disoccupati.

E’ un’emergenza, come tale va affrontata. Con politiche per il lavoro consapevoli dell’impatto di genere che producono, capaci di intervenire su più fronti.

Lo abbiamo chiesto per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e grazie al nostro impegno, come Conferenza delle democratiche, come PD, in ascolto e alleanza con le reti di donne che su questo si sono mobilitate abbiamo affermato l’aumento dell’occupazione femminile e il contrasto alle discriminazioni di genere come un obiettivo trasversale all’intero PNRR.

Abbiamo ottenuto come democratiche e democratici una clausola che chiede l’assunzione di donne e giovani alle imprese che partecipano ai diversi progetti, e una premialità per la promozione della parità di genere. E’ una novità importante del PNRR, una svolta che rende concreta la trasversalità, che adesso va attuata e può far crescere gli obiettivi di aumento dell’occupazione femminile e giovanile dello stesso Piano.

Abbiamo chiesto più fondi sulle infrastrutture sociali, consapevoli che la ripresa non può prescindere da una maggiore condivisone del lavoro di cura fra uomini e donne, da una maggiore consapevolezza sociale del ruolo della cura, della sua rilevanza pubblica per sostenere le persone e la loro autonomia, per riconoscere il valore della diverse età della vita.

Il lavoro delle donne chiede cambiamento nell’organizzazione sociale. Abbiamo ottenuto fondi per asili nido, materne, tempo pieno e per i servizi sociali. Non quanto ritenevamo necessario, ma è un inizio. Che va monitorato e di cui va garantita la diffusione su tutto il territorio nazionale, con grande attenzione a dove si servizi sono assenti o più fragili.

Accanto al PNRR servono politiche di bilancio e di riforma, l’approvazione della legge sulla parità salariale, la riforma del congedo di paternità, serve un patto tra le forze sociali a sostegno dell’occupazione femminile.

Redistribuire il tempo tra uomini e donne, promuovere condivisione, liberare energie femminili, contrastare il divario retributivo, promuovere l’occupazione femminile.

Avere un lavoro, non dover scegliere tra questo e la maternità, non rinunciare alla propria autonomia e alle proprie ambizioni, non dover pagare un prezzo in termini di reddito e di carriera lavorativa per aver scelto di avere figli, non vivere da sola la responsabilità della cura.

Aumentare l’occupazione femminile è un obiettivo del Paese, che significa crescita per tutte e tutti, significa futuro. E’ un’urgenza della vita delle donne e delle ragazze. Un impegno che prendiamo con tutte loro.

Buon Primo maggio di ricostruzione di speranza.

 

 

Post Correlati