Perché abbiamo manifestato davanti alla sede dell’ex Zecca dello Stato?
Negli anni scorsi e con un lungo percorso partecipato si era giunti ad un progetto di riqualificazione dell’area. Il progetto aveva
un’impostazione culturale e funzionale orientata a restituire al Rione Esquilino e alla città di Roma un bene storico, rinnovato nella sua funzione pubblica, attraverso l’inserimento di spazi museali, la riapertura della Scuola dell’Arte della Medaglia, l’attivazione di una biblioteca e di ambienti per l’accoglienza, la formazione, la ristorazione e l’organizzazione di eventi culturali. La presenza di attività pubbliche e aperte alla cittadinanza era parte integrante di una visione complessiva che mirava alla rigenerazione urbana, culturale e sociale del tessuto dell’intero Rione Esquilino.
Tuttavia, a margine dell’ultima Conferenza di servizi del 27 febbraio 2025 n. 747, è stata approvata una variante in corso d’opera con una radicale revisione della distribuzione funzionale dell’edificio.
La variante elimina quasi tutte le destinazioni pubbliche e culturali previste che vengono assorbite nella nuova configurazione come spazi accessori al servizio esclusivo della sede aziendale. È un colpo di mano incomprensibile, che va contro il percorso condiviso intrapreso e
contro gli interessi del rione e della sua popolazione. Per questo abbiamo presentato una interrogazione al ministro perché chiarisca e receda da scelte sbagliate.
E per questo oggi ci siamo mobilitati con cittadini del Rione, associazioni, partiti del I Municipio: bisogna tornare al progetto originale e non schiacciare procedure, percorsi e soprattutto il bene comune del Rione e dei suoi cittadini.

