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La destra ritenta l’attacco ai beni culturali e al paesaggio

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Un provvedimento che viene da lontano. Abbiamo già attraversato durante la discussione del Dl Cultura il tentativo della Lega di rendere non vincolante il parere delle soprintendenze sul paesaggio e sui beni culturali. Un grave attacco, salutato con grande entusiasmo da Salvini, al sistema di tutela dei beni culturali e del paesaggio, individuato come intollerabile ostacolo alle iniziative edilizie più remunerative. Un pericolo scampato solo grazie alla ferma opposizione delle minoranze e all’intervento del ministro Giuli.
La delega al governo che ci apprestiamo a discutere ha tuttavia un’impostazione identica: riduce il ruolo delle Soprintendenze, utilizzando il tema della semplificazione come alibi per ridurre controlli e garanzie. In questo modo si assiste alla messa in discussione del sistema di protezione dei territori e del patrimonio e si finisce per descrivere le Soprintendenze inutili, da aggirare anziché riconoscerne l’importanza fondamentale e magari scegliere di investire per la loro efficienza e velocità. E’ una resa ai poteri forti e alle speculazioni, tutto sulle spalle dei comuni e degli enti locali.
Il Partito Democratico ribadisce invece la necessità di rafforzare le funzioni delle Soprintendenze, investire nella loro efficienza e garantire strumenti di pianificazione territoriale preventiva. I nostri emendamenti a questo testo vanno in questa direzione e spero vivamente che per il bene del paese vengano discussi con serietà.
La salvaguardia del paesaggio e del patrimonio culturale infatti è un mandato costituzionale, sancito dall’articolo 9, e un dovere verso le future generazioni. Per questo continueremo a difendere con determinazione il sistema di protezione che rappresenta un presidio fondamentale per l’identità e lo sviluppo sostenibile del Paese.