Quale futuro c’è nelle pagine di questa manovra? Di cosa avrebbe avuto bisogno un paese che cresce meno degli altri, in cui aumenta l’occupazione ma solo degli over 50, in cui crescono povertà e disuguaglianze? Non di questa manovra di austerità, ma di una legge di Bilancio coraggiosa. Invece ci troviamo di fronte alla manovra più piccola e peggiore tra quelle di questa destra.
Nel 2024 sono nati 369.944 bambini, la media è di 1,18 figli per donna e spesso non per scelta, che sarebbe rispettabilissima, ma per le tante difficoltà. La destra non investe sul benessere femminile, anche se la denatalità significa meno sviluppo.
Dal 2011 al 2023, 550 mila giovani hanno lasciato l’Italia, molti dei quali laureati. Un paese con pochi laureati non può permetterselo. Non si investe sull’occupazione femminile e giovanile, le donne e i giovani sono i grandi assenti di questa manovra. L’istruzione viene vista solo come un costo da ridurre, sono stati bocciati tutti i nostri emendamenti per il welfare studentesco, mentre c’è un bonus di 1500 euro per chi sceglie le paritarie.
Anche il cosiddetto piano straordinario per il reclutamento nelle università e negli enti di ricerca è totalmente inadeguato, finanziato con le risorse recuperate dal taglio del turn over deciso lo scorso anno. E poi veniamo alle donne, vedi alla voce famiglia. Sulle donne viste come solo madri si scarica il problema dell’equilibrio e della conciliazione, nulla sulle politiche strutturali, si sceglie di investire su 1 famiglia su 10, quelle con più di 3 figli e di incentivare il part time femminile. Alle donne si dice: state a casa. La prima Presidente del Consiglio donna non vede le altre.
Come Pd abbiamo scelto di rafforzare le politiche di prevenzione e di protezione contro la violenza maschile, con una dote di 18 milioni di euro, investiamo sul rafforzamento dell’autonomia delle donne e sulla prevenzione.













