Solo due giorni fa, in Commissione Giustizia al Senato, si è consumato l’ennesimo tradimento della destra di governo sul disegno di legge relativo al consenso nei rapporti sessuali. Da ieri, sempre al Senato, in Commissione Istruzione, è iniziato l’esame degli emendamenti al ddl Valditara che, come noto, introduce il divieto dell’educazione sessuo-affettiva nella scuola primaria e impone il consenso informato preventivo dei genitori per le studentesse e gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.
Ci siamo trovati di fronte a una destra impreparata, incapace persino di motivare i pareri contrari su molti emendamenti, che sono stati così accantonati.
Siamo nettamente contrari alla previsione del consenso preventivo, e lo abbiamo ribadito con gli emendamenti soppressivi.
Sono stati bocciati, così come hanno bocciato il riferimento alle linee guida internazionali in materia di educazione sessuale comprensiva elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In modo del tutto strumentale per farlo si è richiamata l’autonomia scolastica, che proprio questo testo finisce invece per comprimere e mettere seriamente a rischio.
Si tratta dell’ennesimo provvedimento grave e ideologico, volto a ostacolare un’attività educativa fondamentale, necessaria anche per la prevenzione della violenza maschile contro le donne. È ancora più inaccettabile che, nonostante fossero già calendarizzati per l’Aula – su richiesta delle opposizioni – i disegni di legge delle opposizioni sull’educazione sessuo-affettiva, mai realmente avviati in Commissione, si sia scelto di dare priorità al ddl Valditara.










