Oggi in Senato c’è stata la replica del sottosegretario Ostellari alla nostra Interrogazione sulla tutela delle detenute madri e delle donne in stato di gravidanza recluse nella casa circondariale di Rebibbia, il quale ha sottolineato, visti i numeri, che non si è di fronte ad un fenomeno emergenziale.
Non è questione di numeri, nessun bambino deve stare in carcere.
Al 31 marzo 2026, nelle carceri italiane, vivevano 8 mamme e 10 bambini. A Roma, nel solo 2025, erano presenti 22 mamme e 24 bambini, con 5 donne in stato di gravidanza.
Dietro questi numeri ci sono diritti, infanzia e dignità. Nessun bambino dovrebbe crescere dietro le sbarre e nessuna donna incinta dovrebbe affrontare la detenzione in un contesto segnato da sovraffollamento.
Le iniziative legislative del Governo hanno peggiorato la situazione nelle carceri, rendendo facoltativo il rinvio della pena per le donne incinte o con figli fino a un anno di età. Persino il guardasigilli fascista Alfredo Rocco aveva previsto che si dovesse aspettare l’anno del bambino per l’esecuzione della pena della madre. Una situazione che questo Governo di destra ha invece peggiorato, facendo diventare facoltative la sospensione della pena.
E intanto il numero dei bambini in carcere continua ad aumentare.










