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Quella sedia vuota il giorno della laurea

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Abbiamo tutte e tutti sperato che non finisse così, che il destino di Giulia Cecchettin non fosse segnato. Ma quella sedia vuota il giorno della sessione di laurea diceva già tutto, un’immagine che non potremo dimenticare.
Non ne possiamo più. Serve una grande rivolta culturale e politica, una presa di parola degli uomini contro la cultura dello stupro e della sopraffazione. Serve l’educazione al rispetto della libertà delle donne, al loro diritto ad un’esistenza libera. Non ci stancheremo mai di dirlo.
Mai più morti come quelle di Giulia. Con il cuore gonfio di dolore ci stringiamo attorno ai suoi familiari.
Cecilia D’Elia