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15 marzo 2012 MARE CHIUSO – Zalab

ZALAB e OPEN SOCIETY FOUNDATIONS in collaborazione con le Giornate degli Autori
e con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma

presentano

GIOVEDI 15 MARZO 2012
Cinema Farnese – Piazza Campo de’ Fiori 56 – Roma
due spettacoli: ore 20.30 e 22.30

MARE CHIUSO

Un film documentario di Stefano Liberti e Andrea Segre
prod. ZaLab con il sostegno di OPEN SOCIETY FOUNDATIONS
in collaborazione con JoleFilm
e con il patrocinio di Amnesty International Sezione Italiana e UNHCR
(Italia 62′, 35mm – 2012)

Tra il maggio 2009 e il 2010 diverse centinaia di migranti africani sono stati intercettati nel canale di Sicilia e respinti in Libia dalla marina militare e dalla guardia di finanza italiana; in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi tutte le barche dei migranti venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze.
Non si è mai potuto sapere ciò che realmente succedeva ai migranti durante i respingimenti, perché nessun giornalista era ammesso sulle navi e perché tutti i testimoni sono poi stati destinati alla detenzione in Libia. Nel marzo 2011 con lo scoppio della guerra in Libia, tutto è cambiato. Migliaia di migranti africani sono scappati e tra questi anche profughi etiopi, eritrei e somali che erano stati precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia, dove li abbiamo incontrati. Nel documentario sono loro a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti; sono loro a descrivere esattamente cosa è accaduto su quelle navi. Sono quelle testimonianze dirette che ancora mancavano e che mettono in luce le violenze e le violazioni commesse dall’Italia ai danni di persone indifese, innocenti e in cerca di protezione. Una strategia politica che ha purtroppo goduto di un grande consenso nell’opinione pubblica italiana, ma per le quali l’Italia è stata recentemente condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani in seguito ad un processo storico il cui svolgimento fa da cornice alle storie narrate nel documentario.

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