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Visita al Cpr di Ponte Galeria: umanità in gabbia.

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Peggio del carcere. Ho visitato carceri, ma non ero ancora mai stata al Cpr di Ponte Galeria.
Il 29 luglio sono andata con una delegazione del Partito Democratico , insieme a Brando Benifei, Marta Bonafoni, Daniele Leodori , Michela Califano e Emanuela Droghei, accompagnati dal Garante delle persone private della libertà della Regione Lazio.
E’ la prima di una serie di visite che il PD farà in maniera sistematica nei luoghi di approdo, accoglienza e detenzione dei migranti in Italia.
Per monitorare e denunciare.
Abbiamo trovato una struttura con poco personale, in cui in questo momento vi sono 87 persone, di cui 4 donne.
Faccio fatica a usare l’espressione ospitare per stanzoni che hanno uno spazio esterno delimitato da alte sbarre in cui il caldo di questi giorni non riesce a essere mitigato dall’aria condizionata. Un’architettura disumanizzante. Un non luogo, in cui la scarsa presenza di personale rende impossibile qualunque attività. Solo l’attesa.
Abbiamo ascoltato storie, vite, persone cha da anni lavorano in Italia, che hanno famiglie fuori. Giovanissimi da poco maggiorenni tolti ai centri per minori e approdati al cpr. Umanità in gabbia.
Non può essere questo il modo. Non può.