Consegnati i premi Tom Benetollo per le buone pratiche locali – su arcireport n.21

benet

Lo scorso 8 giugno la Provincia di Roma ha consegnato il “Premio Tom Benetollo per le buone pratiche locali”, immaginato nel 2006 dalla presidenza del Consiglio provinciale di Roma, rivolto agli enti locali che si siano resi protagonisti di buone pratiche locali.

E’ il nostro modo di ricordare la figura e l’impegno di Tom e, al tempo stesso, di incoraggiare i soggetti pubblici al tema delle “buone pratiche”. Vengono premiati gli enti locali che nel corso di questi anni abbiano avviato originali e partecipate politiche inerenti ai temi della pace, dei diritti umani, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, della legalità, dei giovani.

Quest’anno hanno vinto il Comune di Genova, per i progetti “Giovani per giovani” e “Sottopassi e dintorni”, in cui si sono espresse creatività e partecipazione, idee e realizzazioni, diffuse su tutto il territorio cittadino; il Comune di Cesena, per il progetto “Nati e cresciuti qui” con cui il Comune ha valorizzato e messo in circolo le tante attività, promosse dalla società civile organizzata, che vedono protagonisti ragazze e ragazzi italiani le cui famiglie di origine provengono da paesi non appartenenti alla Unione Europea; il Comune di Castelmaggiore (BO), per il Progetto integrato per la promozione della cultura della legalità e la prevenzione del crimine organizzato e mafioso; il Comune di Sant’Andrea di Frius (CA), per un progetto di mobilità sostenibile.

Scorrendo i nomi della giuria, composta da Raffaella Bolini, Tonio Dall’Olio, Chiara Ingrao, Giulio Marcon, Maurizio Gubbiotti, Adriano Labbucci e Roberto Natale è possibile ricostruire almeno in parte la ricchezza dei temi e delle questioni che hanno segnato l’impegno politico di Tom Benetollo.

Personalmente ho conosciuto Tom quando era il responsabile esteri della FGCI. Erano i primi anni ottanta, e ai miei occhi di liceale Tom appariva come una sorta di gigante buono, animatore e protagonista del grande movimento per la pace contro gli euromissili. Quel decennio molto probabilmente, e forse giustamente, passerà alla storia come quello della rivoluzione neoconservatrice, ma per molti di noi, è stato anche un periodo di nuovi movimenti, di fermento sociale e politico e di emersione di nuove soggettività.

Tom Benetollo è stato un protagonista di quella stagione e di quelle che seguirono, ha saputo fare dell’Arci un punto di riferimento per quelle nuove domande di partecipazione e d’impegno. Dovunque c’era una guerra, nel mondo e nel nostro paese, Tom era lì, con la sua coerenza di pacifista, a sfidare con la nonviolenza i conflitti del mondo. Dalla lotta al razzismo in Italia alla guerra nei Balcani, fino ai social forum. Tom non si arrendeva alle compatibilità date e cercava concretamente le strade per il mutamento possibile.

Per questo ci manca, soprattutto oggi che ci viene quotidianamente ripetuto che non si può fare altrimenti, che c’è un unico modo per affrontare le crisi, che abbiamo un destino ineluttabile.

Da qui l’attualità di un premio con il suo nome. Ci piace pensare che avrebbe apprezzato la scelta di premiare pratiche locali, politiche di partecipazione che “dal basso” affrontano i grandi nodi del nostro tempo, perché, come lui ci ha insegnato “arrendersi al presente è il modo peggiore di costruire il futuro” e ognuno di noi può mettere qualcosa di suo in questo cimento.

Cecilia D’Elia

Post Correlati

X