La denatalità è una questione politica su cui intervenire sostenendo le libere scelte delle donne

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I dati Istat di oggi confermano la diminuzione delle nascite nel nostro Paese, con un ulteriore minimo storico. La tendenza che attraversa l’intero Paese, con rarissime eccezioni, nasconde spesso la rinuncia da parte delle giovani coppie a progettare nascite e genitorialità. Si tratta di una scelta condizionata alle difficoltà che le donne incontrano nel realizzare sé stesse nella vita e nelle scelte di maternità. Parliamo di diritti negati, lavoro che non c’è, servizi che mancano, condivisione del lavoro di cura assente.

Per affrontare questa questione, che è soprattutto politica, serve investire sulla libertà delle donne e non ridurle solo alla funzione di madri. Può sembrare un paradosso, ma la maternità è una scelta, che si può anche non fare, e come tale va valorizzata, investendo in modo massiccio sul welfare, nel lavoro delle donne, nelle pari opportunità. Bisogna scegliere con forza la corresponsabilità dei genitori, investire nei servizi educativi, sostenere le politiche volte alle pari opportunità, perché sono i dati e gli studi a dirci che dove questo esiste, la scelta di maternità è più avanzata.

È per questo che il partito democratico, su proposta delle parlamentari, ha avanzato una serie di emendamenti per modificare la manovra economica proposta dal Governo, che sulle donne ha un segno regressivo, discrimina tra madri e non madri, non tutela la qualità del lavoro femminile e chiede solo alle lavoratrici madri capacità di conciliazione, delegando solo alle donne la responsabilità genitoriale, come per il mese di congedo, previsto solo per le donne all’80%. Con i nostri emendamenti chiediamo invece coraggio e determinazione: la conferma di Opzione donna come vigente, congedi parentali paritari per madre e padre, il rafforzamento dell’assegno unico, l’integrazione del finanziamento al Fondo pari opportunità e delle misure di contrasto alla violenza sulle donne come il reddito di libertà, formazione e informazione, il rifinanziamento del Fondo per l’imprenditoria femminile, il finanziamento della legge sulla parità salariale, gli sgravi fiscali per le imprese che assumono donne con contratti di qualità e le borse di studio universitarie Stem per ragazze.

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